lunedì 22 dicembre 2014

Le foto di Amsterdam le ho anche stampate.

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Un po' di tempo fa ho letto questo articolo, e poco dopo anche questo post. Poi è uscito anche questo

Un tema che mi tocca da vicino.

E anche se di solito non parlo qui di "prese di posizione" questa volta lo faccio, come "lascito" per quando Mia leggerà questo blog, o cliccherà su #mnnmia e troverà la sua storia online.
(Al contrario, purtroppo, che su carta stampata!)

Si discute: postare o no le foto dei propri figli online.
Il web per me è prima di tutto una passione, poi anche un lavoro.
Vivo in maniera naturale tutto ciò che ne fa parte e forse soffro di deformazione professionale.
Posto un po' di tutto, le foto della mia famiglia, dei miei amici, dei miei viaggi.
Posto le foto (e video) di Mia, in maniera molto consapevole.
E non me ne vado in paranoia se qualche amico fa altrettanto ogni tanto.

E no, non lo faccio per esibizionismo, non è "irresistibile tentazione" non è orgoglio genitoriale ma semplicemente un comportamento spontaneo, che riguarda una cosa che faccio da sempre, da quando sono piccola, e cioè catalogare i ricordi!
Sono cambiati gli strumenti: prima erano i raccoglitori pieni di foto, ritagli e scritte, oggi sono questo blog e i miei canali social network.
La differenza è che i primi se ne restano sulla libreria di casa, i secondi, potenzialmente, li può vedere chiunque.

Mia.
E' una nativa digitale. A 20 mesi conosce il concetto di schermo "touch" e usa in maniera naturale diversi device. Ci vede spesso con gli smartphone in mano e davanti al computer.
Si/Ci riconosce in foto (sia digitali che stampate) e ama vedersi in video.
Schiocca sempre un bacino sulla foto, se ci vede la mamma, papà, la nonna, o Jack.
Ha un enorme poster in camera sua, con tutte le foto di Instagram del suo primo anno di vita, e ci passa davanti un sacco di tempo, sorridendo, indicando e facendo comnenti.

Non so come sarà lei a 16 anni e se mi recriminerà qualcosa, ma ho la vaga sensazione - e la speranza! - che sarà troppo impegnata (a scattarsi un selfie con qualche futuristico dispositivo) per avere tempo di fare la ribelle contro l' "identità digitale" che le hanno creato mamma e papà da piccola.
Sono convinta che sarà una cosa normale, per lei e i suoi coetanei, avere già una storia digitale.
E che sarà molto diverso da quello che abbiamo vissuto noi da piccoli (milioni di diapositive e stampe e album).
Mamma e papà, nel frattempo, non avranno mai pubblicato sue foto imbarazzanti.
E avranno considerato tutte le misure di sicurezza.
In generale, non avremo mai postato foto in cui è nuda, foto in cui si vede dove abita o va a scuola, foto in cui è venuta male ;)
E quando sarà diventata abbastanza grande da esprimere la volontà o meno di essere fotografata e pubblicata, mamma e papà la ascolteranno e rispetteranno le sue scelte.

I genitori prendono tante decisioni per i figli piccoli senza chiedere loro il "permesso" (li battezzano ad esempio! O decidono se svezzarli con l'agnello liofilizzato o se crescerli vegetariani!) e davvero questa delle foto non mi sembra la più grossa e importante.
Non credo che sia mancanza di rispetto pubblicare le foto di Mia senza il suo consenso.
Non credo che quello che posto adesso avrà ripercussioni sul futuro di mia figlia.
Nessuno sa quale potrà essere l'algoritmo di Facebook fra 20 anni, e nemmeno i modelli di business dietro ai diversi social network.
Quello che sappiamo è che sarà impossibile non avere una digital footprint per grandi e piccini.
Quello che so è che non mi dispiace se Mia ne avrà una che parte dal giorno della sua nascita.

C'è il rischio del furto delle immagini: so che  è reale, so di storie tremende di gente a cui è capitato (in USA), e spero che non mi succeda mai.
Ma in anni di onorata carriera nel campo delle digital PR durante i quali ho avuto a che fare con molti blogger ed influencer che vivono e condividono le loro vite online quotidianamente non ho mai avuto esperienza diretta di episodi gravi di questo genere a parte qualcuno che si è spacciato per qualcun altro. Quindi per dire, il rischio che le mie foto di emerita sconosciuta vengano rubate e riutilizzate lo sento abbastanza basso, o cmq non abbastanza alto da farmi rinunciare a a pubblicarle.
Della serie, ogni volta che esci di casa rischi di essere investito da una macchina, ma non per questo non esci, non ne vale la pena.


Stesso discorso per il casino successo per lo scandalo battezzato "The Fappening".
Disattivare il servizio di backup di Google o Dropbox per l'upload delle foto in locale per paura che vengano rubate dal cloud? No, è troppo comodo per rinunciarci.
Concordo che qualcuno, magari di meno esperto, a volte esagera.
Per questo esistono anche i limiti posti dalla censura (so di mamme blogger americane a cui hanno eliminato il profilo Instagram per aver pubblicato foto dei figli a torso nudo).
Ma l'Italia non è pronta nemmeno per questo.

Se ci penso, quando vedo gente postare solo immagini delle manine/piedini o di ciuffi di capelli o che so che altro dei figli, mi viene un fastidio! Oppure vedere foto auto censurate, con qualcosa davanti alla faccia dei bambini in modo da rendere pubblicabile uno scatto in cui altrimenti si vedrebbe il viso, ma che senso ha?
Lo trovo un po' creepy.
Una foto dice molto, ma penso che un racconto dettagliato in un post su un blog conosciuto o un update di stato mettano in esposizione molto di più di un bel visino di bimbo.
A quel punto meglio non pubblicare nulla, non usare i social network, oppure usare i gattini! Tanto bambini e gattini sono praticamente a parimerito di likes :)


Io mi ritrovo a sperare che non succeda niente a Instagram nei prossimi 20 anni, in modo da non perdere la traccia dei momenti della nostra vita fissati nel momento preciso in cui li abbiamo vissuti.
E' una cosa bellissima così come mi sembra unico quello che si troverà davanti Mia fra qualche anno.
Ma io sono quella per cui ogni occasione è buona per guardare e riguardare foto e video degli anni passati, per cui i giga delle SD non bastano mai, per cui il peggior incubo è un hard disk rotto e per cui vale il motto "pics or it didn't happen"!

Mia, io passerei tutto il giorno a fotografarti, e quasi tutte le sere, quando sei a letto, riguardo le tue foto sul telefono con il tuo papà e ci dobbiamo trattenere dal venirti a svegliare per riempirti di baci.
Vorrei poter documentare tutto quello che fai, le espressioni, le smorfie, i sorrisi, le parole inventate. Sono cose uniche, che so che mi mancheranno, che passeranno velocissime, e non voglio farle semplicemente scivolare via.
Mamma e papà ti proteggono, anche troppo forse, da mille piccoli e grandi pericoli o presunti tali nel quotidiano. L'apprensione da mamma e' una dote che si riceve appena si legge l'esito del test positivo. E non si riduce con il tempo e l'abitudine, anzi, cresce e cresce.
Ma l'eccessiva protezione diventa paranoia, e la paranoia non è una cosa positiva.
Noi ti proteggeremo sempre ma non possiamo, e non è giusto proteggerti da tutto e tutti.
Ci sono certe cose che vanno vissute anche se non sono belle.
Ci sono cose molto serie, ma prendersi troppo sul serio non è una di queste.
E ci sono cose belle che si rischia di non godersi per paura.
Ecco, questa sono due delle cose che voglio che tu non faccia mai: prenderti troppo sul serio e avere troppa paura da restare ferma.
Almeno fino a quando non diventerai mamma ;).















sabato 29 novembre 2014

#keeprolling: Longboard stroller test day!

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Quando qualche mese fa ho visto le foto che giravano in rete di questo passeggino ibrido, con dietro una tavola attaccata e il leash per il polso, mi era sembrato troppo figo per essere vero, e ho pensato si trattasse solamente di una fantasia di qualche mamma o papà urban surfer.
Invece poi siamo stati invitati a testare il prototipo del Lonbgboard stroller di Quinny proprio a Milano, in piazza Gae Aulenti, perfetta location per la tappa italiana del  test drive di questo passeggino che, tuttora, mi sembra troppo figo per essere vero!
Invece esiste, e Quinny lo sta facendo testare a real parents con i loro real kids per lanciarlo fra qualche mese sul mercato europeo.
Quinny come brand si rivolge già in generale ai genitori giovani, viaggiatori, che hanno bisogno di praticità sia in città che negli spostamenti più lunghi, e con questo passeggino super innovativo e unico nel suo genere si posiziona mille passe avanti a tutti gli altri, offrendo una soluzione eco friendly e rivoluzionaria pur mantenendo alti comfort e sicurezza.
Non si poteva non provarlo.
Due sabati fa siamo arrivati presto in piazza Gae Aulenti e dopo una breve spiegazione tecnica, Mia ha messo il casco, io il leash al polso e siamo partite!
Lo ammetto: dopo i primi momenti di adrenalina, mi sono divertita più io di lei, dato che era ora di merenda e Mia ha ritrovato di nuovo il sorriso solo dopo aver messo le mani sulla buon buffet della colazione.


La tavola è perfetta, guidare il passeggino è facile e sicuro e il divertimento e il senso di libertà stupendo. Non sarei più scesa. Mi chiedo cosa debba ancora essere testato, facciamolo uscire no??









Solo dopo aver fatto due chiacchiere con il team ho scoperto che alla nascita del progetto Longboard stroller Quinny ha creato un blog e una pagina Facebook nell'intenzione di valutare l'interesse del possibile target. In poche settimane (probabilmente quando l'avevo visto io per la prima volta credendolo un fake!) il concept è diventato virale, attirando molta attenzione. Sono stati raccolti pareri, suggerimenti, sono stati fatti sondaggi su temi espliciti come "meglio una pin tail o una dropdown?".
Successivamente il progetto è stato sviluppato insieme a esperti di longboarding e i genitori stessi.

“Desideriamo ricevere input dai consumatori e dagli esperti fin dalle fasi iniziali della progettazione. Le loro idee hanno un enorme valore per lo sviluppo del prodotto!” dice Mark Schrooten, Innovation Director Quinny. E' così che si fa, dico io.

Il passeggino costerà 599 euro e sarà disponibile solo su mercato europeo (prrrrr Venice Beach) e qui http://www.quinny.com/longboardstroller/ è possibile registrarsi per sapere per primi quando finalmente sarà possibile acquistarlo.


lunedì 3 novembre 2014

Conversazioni con Mia #2

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Io: "Allora Mia dai diamo la pappa ai bimbi"
Mia: "Sisi, sisi"
Io: "Ok, prendi il cucchiaino e danne un pochino a testa a tutti"
Mia, seria, prende il cucchiaino e comincia a sbatterlo in testa a tutti.

(Qualche giorno fa, mentre siamo sedute sul tappeto, dopo aver allineato peluche e bambole per dargli la pappa, l'ultima sua fissazione. E' l'unica cosa con cui si perde via per più di 5 minuti da sola, oltre a quella di fargli fare la nanna. Si mette li, li allinea, poi con una ciotolina e un cucchiaino in mano finge di dargli la pappa. Oppure mette mille cuscini a terra, trova qualcosa che faccia da coperta e fa fare la nanna ai "biiimmbi" come li chiama lei, cantandogli la ninna nanna "nannaaanaaannaaa")

Sono scoppiata a ridere, e da quel momento ogni volta che glielo dico ride anche lei e mena i "bimbi" con il cucchiaio in testa :)

Sei la cosa più pura che conosca amore mio!






sabato 17 maggio 2014

BIG ONE! 9 maggio 2014

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E' passato UN ANNO dalla nostra giornata di gloria!

Una giornata in cui io ho salutato la vecchia me e mi sono ritrovata, completamente senza averne avuto anticipazioni, tutta nuova.
Io sono sempre io, ma sono diversa, siamo diversi.
Siamo due persone nuove, siamo nati di nuovo il 9 maggio 2013, quindi oggi è il nostro anniversario!
Il bilancio di questi 12 mesi include notti insonni (ancora in pipeline), mille risate,  errori, gioie, traguardi e paure.
E il risultato è:
- una bimba con gli occhi enormi e i capelli lunghi che ogni giorno è più simpatica e forte
- due versioni pimpate di me e Andre. Più felici, più stanchi, più responsabili, più generosi, più comprensivi, più team, più disordinati, più performanti, più resistenti, più mattinieri, più pazienti, più riconoscenti... insomma "più migliori ;)"

Mia ha cambiato tutto! E anche se il costo è bello alto, il ritorno vale l'investimento e anche di più.

Quindi la ragazza si è guadagnata un weekend di compleanno che nemmeno l'Alepalooza!
Primo giro all'asilo, dove con palloncini, festoni, regali e torta per merenda ha festeggiato venerdì pomeriggio. A seguire due ore di altalena al parco giochi di via Dezza.




Poi venerdì sera cena fuori ufficiale con mamma e papà.
Alle 8 era già seduta con il seggiolone a capotavola ai Soliti Ignoti, e aveva ordinato branzino e patate.
Alle 8:45 mezzo branzino era sparpagliato sotto al tavolo sul pavimento, e le patate spalmate sulla tovaglia.








(sì c'è un cartone di pizza sotto al passeggino. Non l'ho finita al ristorante e allo me la sono portata a casa e mangiata per merenda la mattina dopo.)


Ma la serata non si è conclusa dopo la passeggiata all'imbrunire verso casa, perchè c'era ancora una candelina da spegnere.
Quello che è successo dopo penso che se lo sentirà raccontare ogni anno la sera del 9 maggio e si riassume benissimo così (feat, cupcake di Vanilla Bakery, cioccolato e banana):






E per finire ad alto volume (e in fondo al post trovate anche la playlist), sabato pomeriggio festa grande friends and family @ Parco Ravizza.
Se dico che non mi sono mai divertita tanto a una festa di compleanno forse suona un po' poco figo?
Sì, ma il fatto è che stato più bello di tutte le mie feste di compleanno, mai stato così wow aprire dei regali e anche se lei non si ricorderà niente lo farò io (e le foto) per tutte e due.
E' arrivata un po in ritardo, seria e un po' stranita per tutta la gente che aveva intorno, ma poi ha cominciato a sorridere e battere le mani scartando i giochi nuovi,  ha assaggiato la Coca Cola, giocato e messo le mani nella torta e la giornata è passata velocissima e siamo tornati a casa super felici.

(già non vedo l'ora per il prossimo 9 maggio)














mercoledì 23 aprile 2014

Schiscetta (perfetta) Outing

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Allora, sono le 12:45 4 ho tra le mani questo bellissimo libro, "Schiscetta Perfetta" di Alessandro Vannicelli edito da De Agostini.
Lo sfoglio, e, parte che devo imparare assolutamente subito a scrivere a mano nel font utilizzato per i titoli, mi accorgo che non c'è un singolo pranzo-schiscetta che non mangerei ora, anche di quelli con un nome che non mi è chiarissimo.
Ma, dato che è ora (di magnare), mi distolgo un attimo dalle pagine per recuperare la mia schiscetta di oggi.
Ed è subito #FAIL!
(di seguito diapositiva)



La questione è che l'arte della schiscetta qui è roba di alto livello e non si riduce a tagliare un finocchio, impeparlo e aprire una confezione di crescenza.
Da oggi lo so, e quindi dichiaro al mondo che le mie sono schiscette di sopravvivenza!
(e cmq le insalate come le mie sono SEXY, c'è scritto nel libro!)

Questo libro mi serviva, perchè io ho poca fantasia in cucina, sono approssimativa e  mi annoio subito.
E qui ci sono un sacco di ricette facili, veloci e "alla moda".
Si intendo proprio che gli ingredienti utilizzati e le combinazioni sono moderne e internazionali, che poi è esattamente il modo di mangiare che piace a me!
Restando in tema musicale, dato che Alessandro elenca un sacco di ricette reinterpretate che chiama "Cover", ecco di seguito la mia Top 3 di tutto il libro (p.s. I love Sicily).
E portatevi il pranzo da casa che è sano, economico e soprattutto il nonno sarebbe fiero di voi!