mercoledì 29 agosto 2012

Un concerto sulla spiaggia, i Best Coast agli US Open of Surfing 2012

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Già Huntington Beach, detta anche Surf City (o paese natale degli Offspring) è uno dei posti più fighi al mondo nei giorni normali, con km e km di spiaggia, clima perfetto e gente che sembra uscita dai telefilm, figuriamoci cosa diventa durante gli US Open of Surfing di Nike e Hurley.
Quest'estate, guardacaso, HB è stata tappa del nostro giro in California proprio in uno di quei 9 giorni, e di nuovo guardacaso proprio il giorno in cui suonavano live i Best Coast :)

La giornata (1 agosto) è stata senza sosta e piena di sabbia: un continuo andirivieni fra gli spalti dello stadio per vedere le gare, i temporary store Nike e Hurley allestiti per l'occasione sulla spiaggia, le decine di torrette per validare la score card dell'evento e vincere premi vari, gli skate bowls per grandi e piccini e gli stand degli sponsor dove scattare foto e partecipare a mille iniziative  sempre rigorosamente in cambio di un indirizzo email :)
I Best Coast per me erano già uno uno dei gruppi dell'estate quando le vacanze non erano ancora cominciate, quindi è stata piena consacrazione quando al tramonto, sul palco principale in spiaggia, Bethany Cosentino e soci, di Los Angeles e orgoglio californiano a palla, hanno suonato per un'ora per un pubblico che sapeva tutte, tutte le parole dei pezzi!










Come, per la seconda volta grazie a Twitter, ho incontrato Dallas Green

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Sembra passato molto più tempo da quella memorabile serata alla Royal Albert Hall nell'aprile 2011!
Nel frattempo ho visto Dallas in concerto altre 2 volte (al Lollapalooza 2011 a Chicago e a Cesena, in prima fila e con i lacrimoni) e quest'estate ho fatto poker.
Il piano era un normalissimo concerto di pomeriggio nel Golden Gate Park di San Francisco, il 12 agosto all' Outsidelands.
Ma nemmeno nei miei sogni mi sarei immaginata quello che è successo il giorno prima, la mattina di sabato 11.
Siamo arrivati a San Francisco il 9 agosto, dopo giornate stupende in South California, per l'Outsidelands e non solo. La sera del 10 agosto, tornati a casa dopo il primo giorno di festival, da sotto il mega piumone multicolor di Keira con la i, la figlia della padrona di casa (Andre si è disperato per una buona mezzora pensando che il wifi del suo nuovissimo Nexus 7 non funzionasse solo perchè come password metteva Keyra.. peccato che su tutti i cuscini confettosi ci fosse scritto Keira...) ho pensato di andare a vedere cosa combinava Dallas (chi gli tiene Twitter, in realtà!) su @cityandcolour.
Mossa involontariamente geniale, perchè ci ho trovato un bel tweet di poche ore prima:


Considerato che era passato già un po' di tempo, retwitto senza molta convinzione, piagnucolando e maledicendo la Vodafone che non offre tariffe accettabili per avere internet mobile negli States, cosa che mi avrebbe permesso di vedere in tempo il tweet.
Medito un attimo, piagnucolo, medito, Andre non mi consola per niente. Poi però mi dice "Scrivi un tweet ruffiano a @Spotifyontour, di che vieni dall'Italia magari si prendono bene..."
Detto fatto.
Poi, mi addormento.
La mattina dopo, la prima cosa che ho fatto è stato prendere in mano il telefono.
C'era un tweet.
Era Spotify on Tour.
Aveva funzionato!!!

Sono schizzata in piedi come quando si va in gita alle elementari e ci si sveglia all'alba, e anche se così si scombinavano tutti i piani per la mattinata, abbiamo studiato il tragitto per Potrero del Sol e siamo usciti.
Due autobus e mille fermate per tratta dopo siamo arrivati nelle vicinanze del parco, e abbiamo fatto una colazione al volo.
Poi siamo entrati nel parco recintato: due collinette, uno skate park con rampe e bowls già operativo di prima mattina e, in fondo, al di la del cancello, un bus verde parcheggiato in una stradina senza uscita sovrastata dalla highway.
Ad attenderci, i ragazzi di Spotify, che guidano il bus in giro per gli USA tutta l'estate, inseguendo festival, concerti ed eventi e incontrando e intervistando artisti, dando a tanti ragazzi l'occasione di incontrare band e di assistere a show esclusivi. High Five.
Il bus è davvero tutto verde, dentro c'è un salottino e un mini bar e schermi (anche fuori)  per interagire con le loro app. Quella mattina c'erano anche 5 scatole piene di donuts appena fatte! Io ho dovuto aspettare il post-concerto per assaggiarne una (al cocco!) causa stomaco chiuso per l'emozione, ma Andre ha fatto doppietta con ciambella di cioccolato, ripiena di cioccolato, ricoperta di cioccolato. Esiste altro quando c'è del cioccolato?







Dopo una ventina di minuti di attesa, mentre eravamo tutti intorno al bus, Dallas è comparso nel parco con i suoi per fare il set up della chitarra e sistemarsi.
Dopo poco, ci hanno invitato a raggiungerlo. Eravamo una ventina più o meno.
Dallas seduto su una roccia in cima alla collinetta, con alle spalle i ragazzi sulle rampe e il rumore degli skate.
"Hi Kids!" ci ha detto mentre ci sedevamo sul prato davanti a lui, un po timidi in realtà, finche ci hanno detto di andare anche più vicino, così mi sono ritrovata con la faccia a 30 cm dalla sua chitarra.
E da quel momento mi è sembrata la cosa più normale del mondo trovarmi seduta sull'erba in un parchetto alla periferia di San Francisco ad ascoltare un paio di pezzi in acustico con Dallas che cercava di schiarirsi la voce "Le 11 sono troppo presto per un concerto".


3 pezzi, di cui uno ripetuto due volte a fini di registrazione video, quattro chiacchiere e un'indigestione di emozione pura, a sentire quella voce così vicina e senza microfono.
Si ricordava bene della data di Cesena, di cui ha raccontato l'aneddoto della sua insegnante di musica del liceo, grazie alla quale ha cominciato a cantare, e che era in platea quella sera. Io non so quanto ho pianto quando l'ha presentata a tutti e poi ha attaccato questa  
Sul case della sua chitarra c'è scritto FRAGILE con lo scotch. Mi è rimasta in mente questa cosa, che mi sembra rimandare al "fragile" di Fragile Bird.
Alla richiesta di Andre per un altro pezzo ha risposto che doveva andare perchè aveva i biglietti per la partita dei Giants. In realtà si è fermato nel bus per fare un'intervista, poi è andato.
Per me invece è stato il momento della ciambella più buona di tutta la mia vita :)





(Altre foto della mattinata qui)

lunedì 20 agosto 2012

Google Nexus 7, il primo vero iPad killer

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L'idea di iniziare a contribuire come autore vero e proprio a questo blog mi frulla in testa da mesi e ho sempre pensato che il primo post avrebbe parlato di qualche band musicale superfiga che non conosce nessuno, un po' come già faccio su The Diving Room.

Ma attenzione, colpo di scena: questo primo contributo andrà sotto la categoria nerd, o forse meglio geek.
Nelle 3 settimane appena passate in California mi sono concesso l'acquisto del nuovissimo tablet Android di Google, il già chiacchierato Google Nexus 7.


Avevo bisogno di un tablet? Ovviamente no, un po' come tutti.
Perchè non ho preso un iPad? Perchè ne ho già uno, iPad 1 per l'esattezza.

Allora perchè quest'acquisto?
  1. Sono un sostenitore della grande G.
  2. In Italia non è ancora uscito per cui fa figo (sono un cosiddetto early-adopter o una mucca viola se preferite).
  3. In vacanza striscio la carta qua e là senza pensarci perchè paradossalmente non tengo conto di quanto spendo.
  4. 199$
  5. 199$
  6. 199$
Voi fanciulle con questa cifra comprate a malapena un paio di scarpe, mezza borsa, due giri dal parrucchiere. Io invece per un mesetto sarò il capo dei nerd, fino all'uscita del Nexus 7 in Italia (dove il prezzo dovrebbe essere di 249€ per la versione a 16GB, quella a 8GB non verrà commercializzata da noi).



Ora passo alla parte in cui vi spiego perchè comprarvi un Nexus 7 al posto di un iPad:
  • pesa quasi la metà dell'iPad, per l'esattezza 340 grammi
  • è velocissimo e permette di passare da un app all'altra in un amen (questo grazie a processore quad-core e ad altre specifiche da nerd inutili da elencare)
     
  • grazie all'app Kindle si trasforma in un perfetto strumento di lettura, si tiene tranquillamente nel palmo di una mano
     
  • se abusate di Gmail, Google maps e tutte gli altri simpatici prodotti di Google non esiste nulla di meglio
     
  • stare su Instagram su uno schermo da 7 pollici è una figata pazzesca (stessa cosa dicasi per Facebook e Twitter)
     
  • la tastiera è una goduria
  • costa la metà della versione da pezzenti dell'iPad, quella da 16GB senza 3G. Costa poco più di 1/4 del top di gamma della mela, 250€ vs 800.
  • Android = customizzazione senza limite.
  • Il prezzo
Ma allora i figliocci di Steve Jobs sono cretini? Il Nexus non ha difetti? Ci sono, pochi ma ci sono.

La prima cosa che salta all'occhio è che manca una fotocamera "classica", il tablet dispone di una camera frontale utilissima per farsi delle foto (fashion blogger accorrete!) ma difficilmente utilizzabile per scattare in modo classico.

Altra pecca è la memoria interna che non è espandibile tramite microSD. La strada è la stessa intrapresa da Apple, orientata ad un futuro in cui storeremo le nostre foto e la nostra musica online, senza più bisogno di SD, microSD, chiavette etc.
Il punto è sempre poi legato all'uso che si fa un di un dispositivo del genere: se avete decine di giga di musica lasciate perdere e compratevi un iPod Classic da 160 GB.



Ultima nota negativa è la mancanza di una versione con 3G, per dirla in breve questo tablet è utilizzabile solo in wi-fi connettendovi alla rete di casa, dell'ufficio o ad un hotspot personale. Ma per questo avete già uno smartphone, no?

Dopo due settimane di uso piuttosto intensivo posso tranquillamente affermare di essere totalmente soddisfatto di quest'acquisto impulsivo. Mi viene addirittura voglia di regalarlo ad amici e parenti. Vorrà dire che a Natale invece del solito iPad comprerò 3 Nexus 7 :)