mercoledì 26 settembre 2012

Stance socks, per punks and poets

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Andre @ Outsidelands

Designed in California (San Clemente) worn everywhere!
In Italia pare ci siano già dallo scorso inverno, ma io le ho scoperte quest'estate in SoCal, dove sono dappertutto ma proprio letteralmente. Nei negozi e ai piedi di chiunque.
Sono tutte diverse, alcune disegnate da artisti/musicisti/surfers/skaters/snowboarders, e sono vendute a coppie (di calze uguali o diverse) o anche gruppetti di tre: il concetto è mix&match, per far spuntare l'individualità della persona che le sceglie... ma cosa matchi se son tutte diverse??
Il risultato è pazzo, ma ha un senso, incredibilmente.
Ora, io non le ho provate, ma Andre si, e dice che sono una bomba.
Sei tipologie fra cui scegliere: casual, performance, art series, reserve, snow e una linea bimbo che si chiama "Ankle Biters".
Da poco è stata aperta la pagina Facebook italiana.
E ora photo-overload (+video della collezione Fall 2012)
































lunedì 24 settembre 2012

Three Steps to the Ocean Euro tour 2012

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Sarà... sarà... ma questo terzo euro tour dei Three Steps To The Ocean alle porte oltre a inorgoglirmi come sempre mi porta anche un po' di commozione. Fra il pensiero di 10 giorni da passare senza il mio caciosuimaccheroni, la miacilieginasullatorta e  l'inchiostrodellamiapenna, la sana invidia per quello che sarà un road trip non stop in un furgone stracarico e affollato fra Francia, Belgio, Olanda e Germania, mangiando e dormendo ogni sera in un posto diverso e l'ammirazione per quello che hanno fatto e fanno questi 4 bravi giovini... quando ci penso mi vengono gli occhi lucidi! Sarà...
(Poi c'è il teaser bomba che ha montato Matteo che contribuisce non poco eh)
Ci vada chi può!








venerdì 7 settembre 2012

Vuoto di memoria. Vans Classic Girls.

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Stamattina mi é arrivato un comunicato di Vans e fissando le foto, in particolare questa qui sopra mi è venuto il grande dubbio.
All'ultima svendita Vans c'erano queste scarpe, e mi ricordo di averle provate... ma le ho comprate poi?? Boooh... un vuoto di memoria totale e senza senso!

Spero vivamente di si, perchè:
- sono bellissime
- hanno il pelo bianco dentro e tutto ciò che ha è imbottito a me piace
- sono marroni e non ho scarpe marroni easy
- sono sicura sarebbero una delle cose che metto di più quest'inverno.

Mi sa che mi terrò il dubbio, dato che le scarpe invernali al momento sono e resteranno ancora un po' in cima all'armadio dentro alle scatole, ma sarà un giorno felice se aprendole le troverò!!!
E ora un piccolo tributo al comunicato che mi ha fatto ricordare l'esistenza (o meno) di queste Vans nel mio guardaroba.





Vans Classics Girls

Nel 1966 nacque ad Anaheim, Ca, la Van Doren Rubber Company. Presto quelle semplici scarpe di tela diventarono un simbolo lungo le spiagge della California. Dopo poco i ragazzi di SoCal trovarono che le Vans erano perfette per skateare grazie alla particolare vischiosità della loro suola e alla loro solida struttura, così Vans diventò la prima azienda di scarpe da skate nel mondo. Oggi, dopo oltre 40 anni, quelle semplici scarpe di tela si sono evolute nella linea Vans Classics che rende omaggio all’heritage Vans nel mondo del surf e dello skate e lasciano correre l’immaginazione. Nella collezione Classics FW ’12-’13 Vans lancia due nuovi modelli: Chukka Slim e Sk8 Hi Slim. Due versioni al femminile dei modelli storici Chukka Boot e Sk8 Hi, che presentano linee più dolci e una struttura più sottile; la tomaia in pelle invecchiata con imbottitura interna della Sk8 Hi Slim, tengono il piede caldo anche nei giorni più freddi, così come il rivestimento il suede per la Chukka Slim nella versione tinta unita o imbottita all’interno con suede leopardato all’esterno.















giovedì 6 settembre 2012

Yogaqua, where the ocean is your yoga mat

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Io un po di mesi fa ho visto questa foto, scattata da Sarah Lee, un fenomeno della fotografia fra spiaggia, oceano e tavole da surf.
Quando l' ho pubblicata su Facebook qualcuno ha scambiato la ragazza nella foto per me (addirittura mio papà!). E magari, dicevo io.


Poi a giugno mi è arrivata una newsletter da Daily Candy che pubblicizzava le lezioni di Yogaqua di Sarah, a Marina del Rey a Los Angeles. Tempo di controllare il piano della vacanza e avevo già prenotato una lezione di due ore e mezza di "yoga meets sup" (SUP= stand up paddle boarding)
Il mio obiettivo era proprio fare il ponte sulla tavola nell'acqua! Sarah via mail mi ha rassicurato: "I can have you up in the wheel pose in no time!"
Quello che non sapevo è che il ponte sarebbe stata una delle cose più facili :)
La lezione si svolge nel porto turistico di Marina Del Rey, fra barche a vela e pontili.
Una volta messe le tavole in acqua si parte per un giro di mezzora remando in piedi sulla tavola, per riscaldarsi. Per la prima volta ho imparato le regole per "guidare" in acqua: precedenze e attraversamenti proprio come se si fosse in strada.
Tornate al pontile, Sarah  ancora tutte le tavole delle allieve in fila una dietro l'altra e si  posiziona davanti come in una lezione normale.
Di nuovo come in una lezione normale si cominciano le routine: si capisce subito che la differenza sta nel fatto che dato che le posizioni vengono svolte e mantenute su una superficie mobile i muscoli sono costretti a uno sforzo e un controllo maggiori.





La sequenza ideata da Sarah, che ha letteralmente inventato questa disciplina dopo un intenso mese di training di yoga in Costa Rica, è adatta a tutti i livelli e permette di fare lezione all'aperto, sull'acqua, godendosi il sole.
Più che difficile direi che è faticoso, molto. Chiunque abbia un minimo di equilibrio e coordinazione non trova difficoltà a eseguire le posizioni più classiche, che diventano comunque molto più impegnative soprattutto quando tenute per diversi secondi. Non sono caduta neanche una volta, anche se ho rischiato e comunque alla fine della lezione ero miss maglietta (e shorts) bagnata dato che la tavola oscilla e imbarca acqua.
La verticale sulla testa è stata la mia nemesi, io che ero arrivata bella baldanzosa e forte delle mie acrobazie sul palo... e invece niente, non mi è venuta. Dai nessuno è perfetto.
Ma il ponte mi è venuto!
Ho già proposto alla Vale di buttar giù due tavole nel naviglio, forse non serve per forza il sole californiano...